Palio di San Michele Arcangelo 2025

Palio di San Michele Arcangelo 2025: Celebrazione di Arte e Tradizione

Il Palio di San Michele Arcangelo – Giochi de le porte 2025

Catia Monacelli, Direttore Polo Museale Gualdo Tadino
 

Destinato all’edizione 2025 dei “Giochi de le Porte”, il Palio di San Michele Arcangelo di Alessandro Gattuso trascende la semplice funzione celebrativa per diventare una moderna icona che cattura lo spirito del connubio tra competizione storica, spiritualità e un profondo messaggio sociale. 

La sua struttura è ascensionale, dominata dalla figura centrale di San Michele Arcangelo, che divide idealmente il cielo dalla terra. Lo stile dell’artista è un eclettismo raffinato, che fonde elementi della pittura figurativa tradizionale con suggestioni iconografiche più contemporanee. Il tratto è netto e preciso, specialmente nella resa delle figure e delle armature, così come nei dettagli, le vesti degli angeli e la corazza del drago. L’artista dimostra la sua maestria nella pittura a olio su tela, con una meticolosa attenzione alle velature e alla luminosità. Al centro della composizione, San Michele Arcangelo emerge imponente in una candida armatura, quasi eterea, che riflette la luce, simbolo di purezza e invincibilità. La sua figura è bilanciata da due elementi iconici: la spada, arma della giustizia divina e uno scudo circolare, in cui è raffigurato il sole, simbolo della luce divina, della verità e della gloria celeste, che l’Arcangelo incarna nel trionfo sulle tenebre.

I colori sono vivaci, saturi e distribuiti in modo da creare una gerarchia visiva. Il blu intenso del cielo, che si fonde con il bianco delle nuvole, evoca una dimensione spirituale e celeste. Il verde vibrante dei rilievi montuosi, incornicia a destra della scena Gualdo Tadino. I pigmenti squillanti delle vesti angeliche e i dettagli in oro e argento degli stemmi e dell’armatura aggiungono un tocco di regalità e solennità all’insieme. I quattro angeli completano la scena. La loro presenza non è meramente decorativa, ma rafforza il senso di protezione e spiritualità che circonda l’Arcangelo. Ognuno ha un’espressione diversa, aggiungendo una dimensione emotiva e narrativa al dipinto. La loro disposizione in volo attorno a San Michele suggerisce un’azione dinamica, un movimento di guardia e celebrazione, un richiamo alla protezione verso le Quattro Porte.

Alla base, il drago sconfitto, simbolo del male e delle forze oscure, giace riverso. La sua figura, dettagliata nelle scaglie e nell’espressione sofferente, è il contrappunto materico e cromatico alla lucentezza dell’Arcangelo. Ma è proprio qui che l’artista introduce una potente allegoria contemporanea: il drago è parzialmente immerso in un torrente, simboleggiando non solo l’impurità sconfitta, ma anche i problemi ambientali legati allo scioglimento dei ghiacciai. Questa scelta denota un’attenta riflessione dell’artista sui temi attuali e sulla tutela del pianeta, trasformando il Palio di San Michele Arcangelo 2025 in un’opera d’arte con un messaggio di portata globale. Intorno al drago i quattro stemmi araldici, disposti in ordine casuale dall’artista, rappresentano i colori delle Quattro Porte, che si contendono il Palio: San Martino, San Donato, San Facondino e San Benedetto. 

La maestria tecnica di Alessandro Gattuso, la cura dei dettagli e la scelta cromatica contribuiscono a creare nell’insieme un’opera di grande impatto visivo e simbolico. Un dipinto che dimostra come gli artisti, con il loro linguaggio visionario, possano intrecciare narrazioni diverse, unendo passato e presente in un’unica potente immagine.

Conosciamo l’artista: note biografiche

Alessandro Gattuso, nasce a Roma e fin dall’infanzia mostra una passione per il disegno. I suoi frequenti viaggi al seguito della famiglia hanno arricchito la sua formazione culturale e artistica. Nel 1976 ha studiato a Madrid presso l’atelier del famoso pittore italiano Paolo Cattaneo, vincitore del Premio Fondazione Cini di Venezia. Ha perfezionato la sua tecnica visitando musei di fama mondiale come il Museo del Prado e la Galleria degli Uffizi di Firenze, dove a lungo ha osservato e tratto ispirazione dalle opere dei grandi maestri, quali Velàzquez, Goya, Tiziano, Michelangelo, Raffaello, Botticelli. Ha acquisito maestria in diverse tecniche pittoriche, dal sanguigno alla tempera, ma la sua vera passione resta la pittura a olio, su tela o tavola. Maestro nell’arte dell’icona su fondo oro, si lascia da sempre ispirare dalla pittura classica italiana e fiamminga.

Dalla fine degli anni Settanta inizia a dipingere paesaggi astrali e vedute astronomiche, profondamente ispirato dalla bellezza e vastità dell’universo. Le sue numerose esposizioni hanno ricevuto grandi consensi dal pubblico e dalla stampa nazionale e internazionale, spesso presiedute da eminenti personalità. Per anni ha collaborato con il Dipartimento di Storia della NASA, NASA HQ, realizzando opere d’arte e dipinti che illustrano le missioni e la storia dell’esplorazione umana nello spazio. Questo sodalizio, in cui il Direttore in carica fungeva da editore, ha portato alla pubblicazione di numerose opere sulla stessa rivista internazionale. Della sua pittura Alessandro Gattuso dice: “Per apprezzare a pieno le mie opere, bisogna osservarle alla sola luce di una candela, un pò come si fa con gli ologrammi 3D”. Attualmente Alessandro Gattuso vive e lavora a Gualdo Tadino, in località Gaifana (PG), dove si trova il suo studio.

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Photo credits: Alessandro Gattuso

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